Copertina Novembre

9/10/1927: La Pro corsara a Torino

 

Campionato "Divisione Nazionale" 1927/28: la terza giornata del Girone A prevede per i vercellesi la trasferta sul non facile "Campo Torino" (in seguito e ancora oggi Filadelfia) inaugurato da appena un anno per affrontare i granata che, proprio quell'anno avrebbero conquistato il loro primo scudetto. 

Il Giorno dopo queste sono le righe dedicate da "La Stampa" di Torino all'incontro: "Le domeniche passano, e il Torino è ancora, lontano dall'aver acquistato quella forma, cha gli valse la conquista del campionato. La partita di ieri ha rivelato, come quella di domenica scorsa, un Torino ancora disunito, indeciso, disuguale. Con l'antico livello tecnico si direbbe che abbìa perduto — e questo è forse il i peggio — anche il corredo delle antiche doti morali, cioè quello slancio, quell'anima, quella volontà, che portava il suo gioco, fluido e leggero, ad una vibrante tensione, che lo rendeva., interessante e piacevole.

Ieri i granata, nonostante gli incitamenti del loro pubblico ed il terreno da ricuperare non sono apparsi forti, sciolti ed animati, come molte altre volte. Sembravano come paralizzati, inceppati. Pur essendo più veloci dei loro avversari, li vedemmo sovente cedere alla loro decisione, alla loro magia, sia nelle azioni di insieme, sia negli scontri indiduali. Spettacolo malinconico e quasi inepiegabile cquello di vedere la linea attaccante del Torino,col suo famoso brio non riuscire segnare.

 

 

 

Il rimprovero che fu mosso all'attacco granata 0tto giorni or sono vale anche oggi. "Esso ha giocato troppo in profondità, senza espandersi ai lati, affidando la sua azione di penetrazione quasi esclusivamente ai terzetto centrale. Soltanto all'ala destra Breviglieri fu dato un certo lavoro; ma Breviglieri ancora luna volta non fu all'altezza della sua fama, e Monti III venne lasciato quasi sempre inoperoso. Senza i larghi e improvvisi spostamenti alle ali venne quasi sempre a mancare l'elemento sorpresa, cosi redditizio per il punteggio, ed infatti farono molti i palloni elaborati dal « trio » che alla fine trovarono i terzini bianchi piazzati ottimamente, ed anche lo stesso portiere Cavanna più che pronto alla parata. Per contro, l'attacco vercellese, pur non fornendo « exploits speciali come tecnica, preferì scendere mediante passaggi larghi, chiamando tutti i cinque uomini in una giusta distribuzione di sforzi, con passaggi rapidi e larghi spostamenti, e questo lo rese quanto mai pericoloso e pratico. Cosi avvenne che, se anche i torinesl furono in complesso più a lungo all'attacco, non seppero tramutare in punti questa loro superiorità, superiorità per cosi dire iniziale, che non riusciva a trovare la conclusione finale. La partita Torino-Vercelli ebbe un l'andamento di quella Torino-Crermonese e le osservazioni fatte allora valgono in parte anche ora.

 

Il Torino nel 1926/27. Immagine da Wikipedia

 

Si ebbe un primo tempo giocato dai granata con una specie di confidenza che ne ha velato e smorzato l'ardore combattivo. Nel secondo tempo segnano prima gli ospiti, e allora il Torino cerca affannosamente e confusamente almeno il pareggio; ma , invano chiama molti dei suoi uomini all'attacco, perchè i suoi sforzi si infrangono in parte contro la salda a rinvigorita difesa dei bianchi, in parte contro la sfortuna, giunge alla fine senza aver nulla concluso. L'uomo che più di ógni altro si frappose al successo granata fu Cavanna, il portiere vercellese, che è stato ieri l'eroe della giornata. Il ritmo fu assai veloce, a volte incalzante. La partita ebbe la partico larità di vedere di rado il gioco sostare al centro; ta tenzone si svolse quasi sempre in vicinanza delle porte, ciò che diede al numerosissimo pubblico motivo di continuo interesse. L'inizio è stato a vantaggio dei torinesi, con un tiro di Libonatti ed una bella discesa Libonatti-Balonceri. Al 7' minuto Cavarmi blocca un forte pallone tiro di Libonatti, poi sono Borello e Sonno che impegnano Bosia. Dopo un nuovo tiro troppo... esatto di Libonatti, magnìficamente parato da Cavanna. Il 35' segna un momento pericolosissimo per i vercellesi: Libonatti, a pochi passi da Cavanna, sta per calciare, quando cade sul pallone; si forma una paurosa melée, ma alla fine il pericolo è evitato. Al 40' Breviglieri manca una buona occasione. Al 41' penalty contro Vercelli, per un fallo in area di rigore: tira Vincenzi, il pallone batte contro il palo laterale e rimbalza Vincenzi gli è sopra, calcia, ma Cavanna, già piazzato, para fra i clamori mi disdetta dei supporterà granata.

Alla ripresa il Torino attacca con maggiore brio e vivacità. Ma un improvviso traversone di Libonatti va fuori e Breviglieri manca per indecisione una buona occasione. Al 18' il centro-attacco vercellese Villa corona una bella discesa dei suoi uomini con un tiro improvviso che coglie di sorpresa Bosia. I torinesi reagiscono ma i loro ardori sono presto contenuti e Vercelli riordina e lancia il proprio attacco che al 23' per merito di Borello si fa insidioso. Due minuti dopo Rossetti spara da vicino in porta, ma prende il  palo;, Cavanna para imperfettamente il pallone sfuggente, cade, e la palla gli sfugge; Rossetti calcia per la seconda volta, ma il felino Cavanna già rialzatosi, riesce a parare in tuffo, sventando così uno dei maggiori pericoli della giornata. Altro situazioni critiche, altri tiri sventa il portiere vercellese, in ottima giornata e splendida forma. Di quando in quando l'attacco vercellese sguscia, dalle maglie della rete granata e, sebbene sorretto da pochi uomini non possa farsi veramente minaccioso, tuttavia serve ad alleviare la propria porta dalla pressione dei granata fino a che giunge la fine, che vede vittoriosi gli ospiti per uno a zero".

 

Torino 9/10/1927

Campo Torino

Torino - U.S. Pro Vercelli=0-1

TORINO: Bosia, Martin II, Vincenzi, Sperone, Colombari, Martin III, Monti III, Rossetti II, Libonatti, Balocieri, Breviglieri.

All.: Cargnelli.

U.S. PRO VERCELLI: Cavanna, Zanello, Dellarole I, Pensotti, Ardissone, Degara, Sereno, Bajardi I, Villa, Gardini, Borello.

All.: Soutschek.

Arbitro: Lenti di Genova. 

RETE: 62' Villa.

 

Il Nord/Ovest tra i grandi del pallone

 

Negli anni prima della Seconda Guerra Mondiale il calcio di provincia spesso dettava legge rispetto a quello delle grandi metropoli. In particolare vissero anni gloriosi squadre che rappresentavano la parte occidentale del settentrione del nostro Paese: da quelle del leggendario quadrilatero piemontese fino a club liguri capaci di raggiungere i massimi livelli. Questo era il "Nobile NordOvest": Piemonte e Liguria ai vertici del calcio in Italia. Vercelli, Casale, Alessandria e Novara: sono queste le quattro cittadine che plasmarono la definizione del famoso "quadrilatero piemontese", fuori dalla ricca e industriale Torino ma capaci di portare il centro del mondo del calcio in Italia. Alcune vinsero addirittura lo scudetto, come ad esempio l'incredibile Novese del 1922. In Liguria, la Coppa Italia del Vado e lo Scudetto dei Vigili del Fuoco di La Spezia furono storie da subito scolpite nella storia.

Filmato ideato, scritto e realizzato da: Fabio Belli

 

La "Fanzine"

La Fanzine è una testata giornalistica nata nell'estate del 2026 come progetto d'approfondimento volto a porsi come archivio autorevole e presidio dell'universo ultras, agendo in veste di custode del patrimonio narrativo e sociale della cultura da stadio attraverso un'analisi che ripercorre l'intera parabola del movimento dai padri fondatori, che ne hanno delineato i codici genetici negli anni '70, fino alla resistenza identitaria contro le logiche asettiche del calcio moderno e le restrizioni burocratiche. La missione della rivista consiste nel rievocare le emozioni del panorama nazionale tramite una narrazione d'eccellenza che documenta ciò che accade in tutta Italia, offrendo un flusso costante di notizie, racconti e riflessioni che trovano la propria sintesi in rubriche inedite come la celebre "Cronaca Del Week-end", affiancata da studi analitici sulle singole tifoserie e dal recupero di aneddoti e storie di fedeltà assoluta che alimentano la memoria storica del movimento. 

 

L'obiettivo programmatico de La Fanzine è consolidare la propria autorevolezza editoriale per divenire il punto di riferimento degli amanti della cultura stadio, operando non solo come osservatore ma come attore partecipe in grado di fornire un contributo concreto alle iniziative e alle battaglie di un tifo organizzato che, per sua natura trasversale e intergenerazionale, unisce individui di ogni età, sesso e classe sociale, rappresentando un fenomeno sociologico di straordinario fascino e di vitale importanza per la coesione territoriale della nostra nazione; per sostenere questa visione e garantire l'indipendenza del nostro racconto, le rubriche di approfondimento e le edizioni della “Cronaca Del Week-end” saranno accessibili tramite un abbonamento a soli 2,90€/mese (la testata gestisce oltre alla revista un sito bello e curato disponibile all'indirizzo www.lafanzine.it.), un gesto simbolico per far parte di un universo che necessita del supporto di ognuno per preservare una cultura e una passione che accomuna chiunque sia cresciuto con una sciarpa al collo e l'amore viscerale per la propria maglia.

 

 

Oasis, dalle gradinate alla moda

 

Gli Oasis non hanno inventato un nuovo modo di vestire. Eppure il loro stile è diventato immediatamente riconoscibile. Dai Mods alla football culture, passando per Casual, hooligans e Madchester: in questo episodio ripercorriamo trent'anni di sottoculture britanniche per capire come siano finite nell'immagine di una delle band più importanti degli anni ’90. Adidas, Umbro, parka, terrace culture e Britpop: questa non è soltanto la storia dello stile degli Oasis, ma di tutto quello che c'era prima di loro.

 

22 anni fa l'esordio di Gioebi

Calendario del Club "Forza Pro" per la stagione 2004/05

il 22 agosto di ormai 22 anni fa esordiva sul rettangolo verde di Monza quella che si sarebbe rivelata una leggenda della Pro: Morgan Edirin Egbedi. Il giocatore nigeriano, presto ribattezzato con affetto dai tifosi bicciolani "Gioebi", aiuta la Pro a salvarsi con ben 9 reti al primo anno in maglia bianca, tra cui spicca il fondamentale gol realizzato a Palazzolo sull'Oglio nel maggio 2005 che vale la salvezza per la società di via Massaua.

 

Il giorno dopo la gara di Monza La Stampa di Torino commentava con queste belle parole l'esordio dei bianchi: "Niente male questa Pro improvvisata. La «banda bianca» con soli dieci giocatori tesserati in campo (il dodicesimo Locatelli, il decimo Gaboardi, entrato nell'ultimo quarto d'ora) più il trio dei giovani Baldi, Munarì e D'Onofrio tiene testa al Monza di «Spadino» Robbiati e chiude la gara d'esordio al Brianteo di Monza con un meritato 1 -1. Mister Viassi, esordiente in serie C2, imposta la Pro con un classico 4-4-2, vale a dire con l'esperto Pelati che dirige le operazioni difensive a meraviglia assieme al compagno Gobba, Negrofer sulla destra, Crisopulli a sinistra. Poi ecco Munari e Baldi sulle corsie esterne, Rondinelli e Balacchi a centrocampo, D'Onofrio a sostegno dell'unica punta Egbedi. Se la Pro in attacco fatica a pungere, non di meno lo squadrone di casa (con chiare ambizioni di ottenere il ritomo nella serie superiore dopo due armi di purgatorio in C2) non riesce a impensierire Mandelli per tutto il primo tempo. Merito della difesa ospite ottimamente registrata da Pelati. Il portiere dorme sonni tranquilli per 45 minuti, ma quando all'inizio della ripresa il giovane Basilico serve un pallone di precisione a Robbiati, l'estremo della Pro è strepitoso ad annullare l'occasionissima all'attaccante brianzolo. E ancora sempre Mandelli due minuti dopo si ripete stavolta proprio su Basilico. Ma quel che piace in questa Pro è al momento è soprattutto la fase difensiva. Il reparto arretrato è «da categoria» mentre il centrocampo appare già ben impostato. Chiaro occorrono un paio di innesti anche perchè Egbedi, in avanti, pur tenendo palla e difendola bene, ha necessità di dialogare con una seconda punta. Certo è che quella vista ieri sera allo stadio Brianteo pur essendo ancora in costruzione, è una Pro ben avviata nonostante gli inevitabili problemi di allestimento, visto che il ripescaggio è arrivato appena dieci giorni fa. Infatti dopo la fiammata, prevedibile, di inizio ripresa il Monza non è riuscito più a costruire un gioco proficuo e il gol del vantaggio è giunto su una azione personale di Scazzola : al 20' il biancorosso ha superato Crisopulli sulla destra e poi ha lasciato partire un tiro su cui Mandelli nulla ha potuto. Ma la Pro non si è scomposta tanto che nove minuti dopo i vercellesi hanno agguantato il pareggio: Balacchi, uno dei migliori per l'ordine dato al centrocampo, ha battuto una punizione che l'avanzato Pelati di testa ha trasformato nel gol del meritato pareggio. E sulle ali dell'entusiasmo i bianchi hanno ancora fatto venire i brividi a Carrara un minuto dopo quando una punizione di Balacchi è finita alta sulla traversa. Nel finale il Monza ha avuto ancora un'occasione, ma Mandelli è stato bravo a neutralizzare il tiro di Scazzola al 42' mentre un minuto dopo la punizione di Pelati ha sorvolato la sbarra trasversale.

 

 

Monza 22/8/2004

Stadio Brianteo

Monza-Pro Vercelli=1-1

MONZA: Carrara; Melani, Barije; Campi, Giaretta (31' st. Espinai), Grossi (38' st. Menassi); Scazzola, Magrin, Basilico, Robbiati, Pontarollo (42' st. Nicolussi).

PRO VERCELLI: Mandelli; Negrofer, Crisopulli, Gobba, Pelati, Rondinelli; Munari, Balacchi, Egbedi, Baldi (26' st. Gaboardi) D'Onofrio. Arbitro: lannello di Genova.

 

 

Gli Hooligans e la moda

Libro Virgilians Kaos Mantova

Il libro “Vk Ovunque – Essere i Virgilians Kaos” è pubblicato da Editoriale Sometti e dedicato allo storico gruppo della Curva Te che per tanti anni ha tenuto le redini del mondo ultras mantovano. Il volume ripercorre la storia dei Virgilians Kaos dalla nascita del gruppo, nel 1987, fino al 2007 quando la Te decise di sciogliere tutti i gruppi organizzati della curva per riunirsi dietro l’unico striscione Ultras Mantova. In quel momento iniziò anche un ricambio generazionale che chiuse la vicenda VK, almeno per come la si era vissuta fino a quel momento. I Virgilians non furono infatti il primo gruppo ultras mantovano ma certamente fu quello che seppe aggregare migliaia di ragazzi, dando visibilità ad un movimento in crescita, nonostante risultati sportivi, in quegli anni, quasi sempre deludenti rispetto alle potenzialità della piazza.

 

 

Il libro è un racconto a capitoli, con storie capaci di restituire atmosfere, episodi e momenti simbolici di quegli anni. Si inizia dunque con la genesi del panorama ultras mantovano degli anni Settanta e Ottanta, con particolare riferimento allo spareggio di Piacenza (1986), vero spartiacque per il tifo biancorosso organizzato. Altri capitoli sono dedicati ai gemellaggi, alle rivalità, alle trasferte e a gli scontri che hanno caratterizzato la lunga stagione del mondo ultras virgiliano e che ha visto passare più di una generazione dietro quello striscione. “VK Ovunque”, titolo ripreso dalla storica “pezza” da trasferta andata in pensione nel 2025, è anche e soprattutto un volume di immagini, fotografie, articoli di giornale e documenti; non manca il materiale originale prodotto dagli stessi Virgilians Kaos, ovvero sciarpe, giubbini, adesivi, pezzi che oggi sono molto ricercati sul mercato del collezionismo di curva.

Tra i capitoli più particolari quello dedicato alla storica trasferta di Palermo nel 1993, in Coppa Italia di C, quando quattro coraggiosi portarono lo striscione in Sicilia dopo un lungo viaggio tra treno e mare, e quello dedicato al celebre fotografo Gianni Berengo Gardin, che realizzò nei primi anni Duemila un esclusivo servizio in bianco e nero sui Virgilians, immortalando sia le riunioni del martedì, sia la vita sugli spalti della Curva Te. In tutto questo non poteva mancare il ricordo di Franz, ossia Riccardo Franzoni, tifoso fondatore del gruppo tragicamente scomparso trent’anni fa: proprio alla famiglia di Riccardo è stata restituita la storica pezza da trasferta VK Ovunque, ammainata dopo 37 anni di onorata militanza in tutti gli stadi italiani.

Alla presentazione (lo scorso mese di maggio) è intervenuto il nucleo fondatore dei Virgilians Kaos: dal “Macio” Marchetti, storico capocurva e leader del gruppo, a Paolo Fattori, Davide Luppi e Andrea Losi, vecchie glorie del calcio mantovano e tanti tifosi, nuovi e vecchi ultras che porteranno la loro testimonianza per ricordare un periodo indimenticabile del tifo biancorosso.

 

Vk Ovunque – Essere i Virgilians Kaos, ed. Sometti, 2026.

 

Allo stadio

ALLO STADIO è una serie di video in cui si va negli stadi e si racconta quello che si vede. Qui allo Stadio Silvio Piola di Vercelli per Pro Vercelli-Triestina, tredicesima giornata del Gruppo A di Serie C , il 09/11/2025

18/3/1990, Pro-Pro Livorno=1-0

E' un campionato di vertice quello della Pro Vercelli stagione 1989/90. La primavera però porta un periodo di flessione per le bianche casacche cosicchè la gara contro la Pro Livorno arriva come partita da dentro o fuori per quanto riguarda le possibilità di promozione in serie C1. Al 10' dal triplice fischio è Romairone a togliere le castagne dal fuoco per i bicciolani e così le speranze di promozione possono ancora essere coltivate. Il mattino dopo il giornalista di Stampa Sera Francesco Leale racconta ai lettori la gara del Robbiano: " Con un gol di Romairone, la Pro Vercelli è tornata al successo dopo due mesi e mezzo. I bianchi, che non vincevano dal 30 dicembre dello scorso anno (1 a 0 sulla Sarzanese), hanno superato la Pro Livorno con il minimo scarto. L'unico gol dell'incontro è arrivato a dieci minuti dalla fine: un tiro di Rastello è rimbalzato su Barsotti e Romairone ha messo nel sacco in spaccata. Con questa vittoria la Pro riaggancia il terzo posto e riaccende, se non altro, una fiammella di speranza per la promozione in C1. Per la storia calcistica, vercellesi e livornesi si erano affrontati al Robbiano solo una volta, prima di ieri, 32 anni fa. 

La Pro Vercelli, determinatissima, si è trovata di fronte una squadra in grande panico per i problemi finanziari che stanno travagliando la società livornese. I bianchi sono partiti a razzo, ma il primo pericolo lo ha corso Graziani, al 10', su incursione di Chiarentini. Scampato il pericolo, la Pro si è riversata verso l'area di Paleari, che ha avuto un gran daffare per sventare ripetute minacce portate da Murgita e Romairone. Al 28' Ferla è stato atterrato in area, ma l'area ha fatto segno di proseguire; prima che il tempo si concludesse, Graziani ha ancora avuto modo di mettersi in luce su Palagi (33').

Sorretta da uno splendido Bellopede, la Pro ha accelerato nella ripresa. Prima di mettere a segno il gol decisivo ha centrato due pali: al 52' con Bellatorre e al 73' con Barsotti che ha mandato la palla sulla traversa per anticipare Romairone". 

 

 

 

 

 

Vercelli 18/3/1990

Stadio Leonida Robbiano

Pro Vercelli-Pro Livorno=1-0

PRO VERCELLI: Graziani, Sora, Barbui, Lubbia, Bellopede, Rastello, Finozzi, Bellatorre, Murgita, Ferla, Romairone. 

PRO LIVORNO: Paleari, Garfaglini, Barsotti, Peragine, Fratta, Benedetti, Barozzi, Paggini, Palagi, Ottanelli, Chiarentini.

Arbitro: Marchese.

Rete: 80' Romairone (PVC).

 

 

Al termine di quella stagione, precisamente l'11 luglio, il podestà di Vercelli (oggi lo chiameremmo sindaco), ricevette l'autorizzazione del ministro dell'interno ad intitolare il nuovo stadio a Leonida Robbiano, asso vercellese dell'aviazione scomparso sulle rive del Gange pochi mesi prima.

Stadio10  Silvio Piola 10/6/201210 giugn

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