Stadio Olimpico (ex Comunale), Torino

Uno scatto odierno dell'ex Stadio Comunale, oggi Olimpico Grande Torino

Una serie di rocambolesche emozioni, durate una intera stagione, proseguite nel primo spareggio di Novara e terminate nel secondo spareggio allo stadio Comunale di Torino di fronte a centinaia di migliaia di spettatori.

Questa è la storia di un derby tra Pro e Biellese durato nove mesi e terminato (finalmente!) con il ritorno delle bianche casacche in serie C2, dopo anni di anonimato in Serie D iniziati dopo un altro spareggio, quello perso contro il Saronno il 10 giugno 1962.

Contro la Biellese scendono in campo:

 

Torino, 6/6/1971

Stadio Comunale (oggi Olimpico)

Pro Vercelli-Biellese=2-2

PRO VERCELLI: Branduardi, Picardi, Poletti, Bullano, Jussich, D'Auria (64' Zarino), Rossi B., Stara, Tonelli, Rossi R., Bissacco. All. Cuscela.

BIELLESE: Martignoni, Mattarucchi II, Cestari, Mattarucchi I, Magnaghi, Mosca, Cugnolio (104' Pedretti), Milanesi, Bramati, Granai, Ninni. All. Giraudo.

Arbitro: Lanzetti di Viterbo.

RETI: 63' Ninni (B), 64' Tonelli (P), 101' Tonelli (P), 111' Granai (B).

 

A fine gara esplode la festa in campo e sugli spalti e da quel momento a Vercelli inizia una notte lunghissima così raccontata dal giornalista Carlo Sartori per il giornale Stampa Sera: " La festa è cominciata già sull'autostrada, sulla via del ritorno: centinaia di auto, pullman gremiti di gente esultante che sventola vessilli con le scritte della vittoria... Sulle piazzole di posteggio, gli amici si aspettano, per fare ingresso trionfale in città. Una ragazza in completo bianco si sporge sulla corsia e sventola, davanti alle macchine che passano, una bandiera. Appena superati i caselli autostradali che portano a Vercelli, c'è il caos più completo. Ormai la coda di vetture è lunga chilometri. La gente a San Germano e nelle frazioni prima della città, è tutta sulle strade, sventola fazzoletti che spiccano bianchi dalle ombre che scendono. Alla finestra di una cascina un uomo sta issando una bandiera tricolore e accanto a lui sua moglie soffia dentro una tromba. E una contadinetta s'è messa un lenzuolo e dall'alto di un paracarro urla e gioisce. Anche loro vogliono partecipare alla gran baldoria. Alle porte di Vercelli la folla straripa. Dai bar hanno spostato le sedie lungo le strade, come a formare una piccola platea, da cui la gente applaude agli eroi-calciatori e ai loro urlanti fedeli che tornano con la palma della vittoria...

In piazza Pajetta scoppiano i primi mortaretti, si formano cortei d'auto. I pullman vomitano tifosi, che salgono sul monumento a Vittorio Emanuele per cantare e gridare o si lanciano verso corso Libertà, con striscioni e bandiere...

Dai marciapiedi i vecchi sorridono un po' nostalgici: "Ai nostri tempi quando la Pro Vercelli era in Serie A, andavamo alla stazione ad accogliere i giocatori con la banda ed il sindaco in testa".

 

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