Copertina Luglio

L'interminabile stagione 1936/37

L'annata 1936/37 passa alla storia della Pro come quella del primo anno di Serie B. Le Bianche Casacche sono infatti retrocesse dal campionato maggiore l'anno precedente dopo una stagione piuttosto travagliata e dopo una serie di campionati che purtroppo mettono in luce le crescenti difficoltà della società bicciolana a rimanere competitive di fronte alle squadre delle grandi città.

Quell'anno siede sulla panchina vercellese Ivo Fiorentini proveniente dall'Anconitana; ovviamente con la discesa in B la rosa a disposizione del nuovo mister cambia di molto dal momento che tutti i migliori giocatori vengono ceduti al miglior offerenti: il portiere Scansetti si accasa al Novara, Giovanni Barberis va alla Juve, Traversa alla Fiorentina mentre Casalino e Bigando indossano la maglia grigia dell'Alessandria. Al posto dei giocatori in uscita arrivano molti altri giocatori in ogni reparto...però non sempre all'altezza della situazione. Non senza sorpresa la Pro inizia il campionato nel settembre '36 vincendo in casa contro il livorno (poi promosso in A) e fuori casa a Brescia: seguono però tre sconfitte consecutive contro Atalanta, Cremonese e Palermo e da lì inizia una altalena di risultati che a fine anno vede la Pro al 10° posto con 28 punti insieme a Venezia, Messina e Catania.

 

Non valendo all'epoca la regola della differenza reti, nè quella della classifica avulsa, si rende necessario un mini campionato tra le quattro squadre coinvolte con partite di andata e ritorno... ma per ironia della sorte anche questo gironcino termina con le quattro compagini appaiate a 6 punti dal momento che ognuna di loro ha vinto tre partite e perso tre partite.: la Pro infatti perde a Messina (3a0), Catania (3-1) e Venezia (1-0) ma si rifà ampiamente al Robbiano sconfiggendo il Messina (5-3), il Catania per 6 a 2 e il Venezia per 3 a 2. 

Si rende così necessaria la disputa di due gare di spareggio (un vero e proprio play out ante-litteram) ove alla Pro tocca il Venezia da affrontare sul neutro di Brescia il 4 luglio 1937: le Bianche Casacche riescono ad imporsi al Venezia nuovamente per 3 a 2 grazie alle due reti di Svageli (autore di ben 18 reti in stagione) e ad un autogol di Tamietti.

 

Brescia 4/7/1937

 

PRO VERCELLI: Balossino, Roncarolo, Pondrano, Caligaris, Ramella, Boltri, Parissone, Cornara, Svageli, Alberico, Dellarole II.

All.: Fiorentini.

Venezia: Sgardi, Bottazzi, Tamietti, Vale, Biffi, Capitanio, Montesanto, Formenton, Baldinotti, Kossovel, Dalfin.

All.: Josef Banas.

Arbitro: Scorzoni di Bologna.

Reti: 1' Svageli, 27' Capitanio (V), 41' Dalfini (V), 80' Svageli (P), 96' aut. Tamietti (P).

 

 

Libro Ultras Lucchese

Libro uscito nel 2009 sugli Ultras lucchesi. 'Ultras, la storia del tifo rossonero' è il titolo. Il libro scritto da Andrea Palmeri, è una vera e propria enciclopedia sulla Curva Ovest, dal 1975 ad oggi: più di 80 persone intervistate, migliaia di immagini, articoli di giornale, gli incidenti, i gemellaggi, tutti i gruppi ultras lucchesi, il materiale, i tatuaggi, gli aneddoti ecc. 350 pagine di vera storia ultras.

 

Andrea Palmeri, oggi 47 enne, è nato a Livorno ma è lucchese di adozione essendosi trasferito in città all'età di due anni. Appassionato di sottoculture giovanili è un esperto conoscitore del mondo delle curve ed in particolare della Curva Ovest di Lucca. Questo è il suo primo libro

 

Andrea Palmeri, Ultras storia del tifo rossonero, ed.Eclettica, 350 pag., 2009.

Allo stadio

ALLO STADIO è una serie di video in cui si va negli stadi e si racconta quello che si vede. Qui allo Stadio Silvio Piola di Vercelli per Pro Vercelli-Triestina, tredicesima giornata del Gruppo A di Serie C , il 09/11/2025

18/3/1990, Pro-Pro Livorno=1-0

E' un campionato di vertice quello della Pro Vercelli stagione 1989/90. La primavera però porta un periodo di flessione per le bianche casacche cosicchè la gara contro la Pro Livorno arriva come partita da dentro o fuori per quanto riguarda le possibilità di promozione in serie C1. Al 10' dal triplice fischio è Romairone a togliere le castagne dal fuoco per i bicciolani e così le speranze di promozione possono ancora essere coltivate. Il mattino dopo il giornalista di Stampa Sera Francesco Leale racconta ai lettori la gara del Robbiano: " Con un gol di Romairone, la Pro Vercelli è tornata al successo dopo due mesi e mezzo. I bianchi, che non vincevano dal 30 dicembre dello scorso anno (1 a 0 sulla Sarzanese), hanno superato la Pro Livorno con il minimo scarto. L'unico gol dell'incontro è arrivato a dieci minuti dalla fine: un tiro di Rastello è rimbalzato su Barsotti e Romairone ha messo nel sacco in spaccata. Con questa vittoria la Pro riaggancia il terzo posto e riaccende, se non altro, una fiammella di speranza per la promozione in C1. Per la storia calcistica, vercellesi e livornesi si erano affrontati al Robbiano solo una volta, prima di ieri, 32 anni fa. 

La Pro Vercelli, determinatissima, si è trovata di fronte una squadra in grande panico per i problemi finanziari che stanno travagliando la società livornese. I bianchi sono partiti a razzo, ma il primo pericolo lo ha corso Graziani, al 10', su incursione di Chiarentini. Scampato il pericolo, la Pro si è riversata verso l'area di Paleari, che ha avuto un gran daffare per sventare ripetute minacce portate da Murgita e Romairone. Al 28' Ferla è stato atterrato in area, ma l'area ha fatto segno di proseguire; prima che il tempo si concludesse, Graziani ha ancora avuto modo di mettersi in luce su Palagi (33').

Sorretta da uno splendido Bellopede, la Pro ha accelerato nella ripresa. Prima di mettere a segno il gol decisivo ha centrato due pali: al 52' con Bellatorre e al 73' con Barsotti che ha mandato la palla sulla traversa per anticipare Romairone". 

 

 

 

 

 

Vercelli 18/3/1990

Stadio Leonida Robbiano

PRO VERCELLI: Graziani, Sora, Barbui, Lubbia, Bellopede, Rastello, Finozzi, Bellatorre, Murgita, Ferla, Romairone. 

PRO LIVORNO: Paleari, Garfaglini, Barsotti, Peragine, Fratta, Benedetti, Barozzi, Paggini, Palagi, Ottanelli, Chiarentini.

Arbitro: Marchese.

Rete: 80' Romairone (PVC).

 

Libro: storia della Curva Maratona

Lingua: italiano.

Torino, città di primati, mai sufficientemente ostentati, ne possiede davvero di tutti i generi: qui è stata fatta l’Italia e ne siamo stati la prima capitale, è stato condotto il primo esperimento nazionale di volo, in piazza d'Armi, è stata occupata la prima università, nel 1967, gli operai hanno dato vita alla prima rivolta storica, quella di Piazza dello Statuto nel 1962, abbiamo il Museo egizio più grande del mondo, dopo quello del Cairo, è stato inventato il cinema, la radio, la scuola serale per gli operai, il salone del libro, quello del gusto, della cioccolata, la moda, la grande industria automobilistica, il primo nucleo storico delle Brigate Rosse, il primo grande processo alle stesse BR ed il tifo organizzato. Correva l’anno 1951, era l’epoca dei Fedelissimi, il primo club organizzatosi all’interno di uno stadio italiano. Dopo di loro ne vennero tanti altri e dopo gli Ultras, primo gruppo italiano ad adottare questa denominazione, ne vennero ancora di più. È di questo che nel libro si parla, di una curva, la Maratona, prima ancora che di una squadra di calcio, il Toro ed una città, Torino. La sua città....

 

Luca Ghirighelli, La nostra storia è già leggenda, ed. Urbone publishing, 728 pag., 2022.

 

 

Il Piola ha 93 anni

Sono passati ormai 93 anni dal fatidico 18 settembre 1932, giorno in cui la Pro Vercelli giocò la sua prima gara nel nuovo stadio "Comunale" costruito per sopperire alle ormai palesi carenze del "Campo Conte di Torino" situato nel terreno immediatamente attaccato al nuovo impianto quello, per intenderci, dove la grande Pro aveva conquistato i suoi sette scudetti. 

I lavori di costruzione del nuovo campo erano durati poco più di un anno, dal luglio del 1930 alla primavera del 1932 con un rallentamento solo all'inizio del 1931 per mancanza di fondi, poi trovati dal Comune in seguito alla ristrutturazione e alla vendita dei lotti del rione "Furia" avvenuta proprio in quegli anni; per l'epoca lo stadio poteva considerarsi di moderna concezione perchè costruito per essere un impianto polisportivo e adatto ad ospitare più attività grazie a due piste di atletica in carbonella rispettivamente da 400 metri e rettilinea. 

Terminati i lavori non fu programmata una inaugurazione vera e propria, così il battesimo ufficiale del nuovo campo coincise con la prima gara di campionato della stagione 1932/33, gara che vedeva le bianche casacche impegnate contro la neo promossa Palermo.

 

 

Vercelli 18/9/1932

Stadio "Comunale"

U.S. Pro Vercelli-Palermo=2-0

U.S. PRO VERCELLI: Scansetti, Zanello, Dellarole, Depetrini, Ardissone, Ferraris I, Santagostino, Casalino, Degara, Piola, Pretti. All. Guido Ara e Giuseppe Parodi.

PALERMO: Valeriani, Paolini, Ziroli, Piantoni, Santillo, Gambino, Radice, Chiecchi, Scarone, Blasevich. All. Feldmann (Ungheria).

Arbitro: Bertoli di Vicenza.

RETI: 50' Depetrini, 57' Degara.

 

 

Al termine di quella stagione, precisamente l'11 luglio, il podestà di Vercelli (oggi lo chiameremmo sindaco), ricevette l'autorizzazione del ministro dell'interno ad intitolare il nuovo stadio a Leonida Robbiano, asso vercellese dell'aviazione scomparso sulle rive del Gange pochi mesi prima.

Stadio10  Silvio Piola 10/6/201210 giugn

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